PRESENTAZIONE DEL COMPENDIO STATISTICO NAZIONALE

SU CENTRI DI SERVIZIO E COMITATI DI GESTIONE PER IL VOLONTARIATO

 

TRACCIA DELL’INTERVENTO DI LORENZO M. DI NAPOLI

Bari 20 aprile 2010

 

 

 

L’IDEA, IL PERCORSO, I RISULTATI

 

 

L’IDEA, IL PERCORSO

L’obiettivo di questo lavoro nasce dalla volontà di rendersi utili al sistema dei Fondi Speciali per il Volontariato (FSV) in nome di alcuni principi fondamentali:

 

·         semplicità e concretezza per facilitare la comunicazione: vale dire poca burocrazia, pochi ma essenziali documenti redatti con meccanismi facilmente accessibili per l’immediata e concreta rilevazione dei più importanti fenomeni che caratterizzano il sistema;

·         uniformità di rilevazione: vale a dire la ricerca di un linguaggio comune e facilmente accessibile nella individuazione e nella esposizione dei fenomeni comuni e di quelli più importanti; costante è stata la ricerca di una forma espositiva la più semplice possibile per consentire a tutti gli attori di avere immediata e completa contezza del processo complessivo, anno per anno e per singolo territorio di competenza;

·         fruibilità di un documento di sintesi, che raggruppi in chiave “regionale” e “nazionale”, con la metodologia sopra indicata, dati utili per individuare con obiettività buone prassi ed aree di miglioramento, in pratica un vero e proprio parametro oggettivo di riferimento (benchmark).

 

Come e perchè abbiamo lavorato:

·         la presentazione a Chiòpris (UD) dei documenti e dei prospetti elaborati dal gruppo ristretto di lavoro formato dai responsabili dei gruppi plenari  sulla rendicontazione e valutazione delle attività dei CSV (Puccio e di Napoli), dai consulenti che hanno coordinato i due gruppi (Campana e Fiorini) e dal coordinatore della Consulta Roberto Giusti, ha rappresentato una tappa propedeutica di un percorso diretto a fornire ai Comitati di gestione degli strumenti di lavoro “uniformi” da utilizzare nella fondamentale attività di garanzia, controllo e di indirizzo che gli stessi Comitati sono chiamati a svolgere nell’interesse dei sistemi regionali dei FSV;

·         la tappa precedente, giova ricordarlo, era stata l’elaborazione dei documenti generali sulla rendicontazione e valutazione, redatti appunto dai citati gruppi plenari, conclusasi ad Ancona verso la fine del 2008.

 

Quindi, un primo percorso in cui sono stati elaborati dei documenti e linee guida sulla rendicontazione e sulla valutazione delle attività dei CSV;  un secondo percorso in cui sono stati elaborati dei prospetti e degli strumenti per applicare quanto previsto nelle linee guida generali e rendere uniformi i processi di valutazione delle attività programmate e rendicontate dai Centri e consentire la raccolta dei principali dati e delle più significative informazioni da tutti i contesti nazionali.

 

Subito dopo l’estate dello scorso anno, nella prima riunione dell’Ufficio di presidenza della Consulta, riflettendo sugli interessanti risultati conseguiti nei due percorsi citati, e aderendo ad alcune istanze che da tempo venivano sollecitate, poiché i tempi apparivano ormai maturi per l’interesse che pure le Fondazioni di Origine Bancaria (FOB) iniziavano ad annettere a questo tipo di approfondimento, si è pensato di avviare una fase di “raccolta dati e di informazioni” presso tutti i contesti regionali, sulla base di quanto previsto in uno dei format presentati a Chiòpris. Ciò al fine di:

 

·         mettere a disposizione di tutti i soggetti che si occupano dei Fondi Speciali di un primo quadro di riferimento su quello che a livello nazionale (non solo regionale) rappresenta il sistema derivante dall’articolo 15 della Legge 266 del 1991;

·         poter avere dati ed informazioni utili per meglio capire il funzionamento dei vari sistemi, su cui ragionare per l’individuazione delle scelte di indirizzo con cui affrontare le difficoltà contingenti derivanti dalla forte contrazione delle risorse disponibili;

·         avviare un percorso unitario diretto ad uniformare, fatta salva tutta l’autonomia dei Comitati, i processi ed alcuni strumenti dei Comitati con la finalità di costruire quei riferimenti utili nelle riflessioni sul sistema.

 

Il lavoro si è svolto in pochi mesi mediante interventi diretti dei consulenti Campana a Cassaro presso ogni Comitato regionale i quali, dopo ogni specifica  rilevazione, hanno trasmesso i dati raccolti ad Aldo Sforza, già direttore finanziario della Toyotafin, da poco inserito nei nostri gruppi di lavoro, il quale ha raccolto ed elaborato in prima istanza tutti i dati (circa 8.000) inserendoli di volta in volta nelle 13 tabelle che oggi vi vengono consegnate nella versione definitiva. In questa fase non va sottaciuto l’importante lavoro di coordinamento di Roberto Giusti e la preziosa collaborazione che hanno fornito tutti i Comitati ed i loro assistenti, davvero determinante per concludere quest’ultima iniziativa. L’intervento finale di Renato Frisanco, uno dei maggiori esperti di Volontariato in campo nazionale, nella lettura ed interpretazione dei dati, ha concluso la fase di studio di questo lavoro che, come si buon ben intuire, può avere già da domani forti valenze operative.

 

Il Compendio statistico, tuttavia, è ancora in “prova”; infatti è doverosa, ora, una prova di abitudine all’uso di un linguaggio comune; è una sorta di “numero zero” perché, come opera prima, sconta tutte le difficoltà tipiche di ogni inizio.   Il lavoro che ne è risultato, particolarmente focalizzato sull’anno 2008, consta di due documenti: uno nazionale integrato dal commento di Renato Frisanco ed uno regionale che rappresenta la base di lavoro e di studio anche per l’imminente aggiornamento dei dati 2009.

 

Opportuno anche segnalare che i dati raccolti sono stati comunicati dai singoli Comitati di gestione, spesso avvalendosi della collaborazione dei CSV, e sono stati tutti rivisitati dai Comitati stessi dopo la stesura del primo documento di assemblaggio regionale da parte della Consulta. Sicuramente più completo e preciso sarà l’analogo documento che potrà essere messo a punto nella seconda metà dell’anno in corso, il cui lavoro inizierà immediatamente dopo aver acquisito i dati relativi al processo 2009. E’ questo il motivo per cui chiediamo a tutti di comunicarci eventuali imprecisioni, mancate segnalazioni e di suggerirci ulteriori aree di attenzione.

 

Il Compendio statistico “nazionale” viene distribuito nel corso di questo nostro seminario ad “uso interno”, a coloro che hanno contribuito alla stesura. Preannunciamo per i prossimi giorni la distribuzione ad ogni Comitato anche dell’analogo elaborato “regionale” che potrà essere discusso e condiviso con i CSV del territorio di competenza, per ulteriori approfondimenti e spunti operativi.

 

L’auspicio è quello che al più presto possano essere riavviati contatti con il coordinamento nazionale dei Centri di servizio, tramite i singoli CSV e/o tramite autorevoli esponenti del mondo del volontariato esperti di CSV (già abbiamo iniziato coinvolgendo Renato Frisanco che, diciamolo, ha aderito con molto entusiasmo alla nostra iniziativa) con i quali auspico di poter avviare, già da domani, un ulteriore approfondimento pratico su questo lavoro.

 

 

I RISULTATI, LE PROSPETTIVE        

 

Come già evidenziato, questa elaborazione, riferita all’anno 2008, è ancora una sperimentazione e, come tale, sicuramente da migliorare sia nella fase di raccolta dei dati che di trattamento e di omogeneità degli stessi. Peraltro i dati, al momento vanno considerati ancora non del tutto esaustivi in quanto questo genere di analisi dovrà essere maggiormente approfondita soffermandosi con maggiore attenzione sui dati inerenti alle risorse del FSV “utilizzate” dai Centri ed alle attività che con questi fondi sono state “realizzate”.

 

Fatta questa doverosa premessa, credo che possiamo essere comunque  soddisfatti di questo lavoro sia perché:

 

-          stiamo davvero incominciando a parlare lo stesso linguaggio, almeno a livello di Comitati;

-          stiamo iniziando ad elaborare e ad immettere nel sistema elementi “uniformi” di rendicontazione e di valutazione, particolarmente utili “nel tempo (anno su anno) e nello spazio (territorio su territorio)”, individuando anche una prima serie di “indicatori”;

-          stiamo valorizzando e rilanciando l’importantissimo ruolo dei rappresentanti dei Comitati presso i CSV;

-          stiamo riscontrando un positivo trend di crescita delle ODV, sia pure con qualche distinguo per effetto di una forzata “gemmazione” di ODV (sia da altri volontariati, sia dal moltiplicarsi di ODV a livello comunale facenti capo a ODV di secondo livello);

 

ma anche perché, attraverso questa prima analisi, abbiamo incominciato ad individuare numerose aree di attenzione e di potenziale miglioramento del sistema in generale, rilevando:

 

1.      il differente trend di crescita di ODV tra nord e sud con aree ancora in  forte ritardo come la Campania, la Sicilia, la Puglia, la Calabria, il Lazio, l’Abruzzo; tutte registrano, peraltro, potenzialità di incremento;

2.      il ritardo nel censimento della propria utenza; infatti mentre a tutti i Centri ovviamente sono note le ODV iscritte nei Registri regionali del volontariato, al contrario quelle non iscritte molto spesso sono confuse con gli indirizzari del volontariato generico (comprendendo anche Associazioni di promozione sociale, cooperative, altre istituzioni non profit) e, ancora più spesso, non si registra la verifica degli statuti delle ODV non iscritte;

3.      la necessità di attivarsi per l’individuazione del  numero dei volontari attivi presso ciascuna ODV nel territorio di propria competenza;

4.      la limitatezza dell’utilizzo del “numero verde” per la maggior parte dei CSV evidenzia poca attenzione verso le organizzazioni di volontariato più distanti dal CSV, più piccole e, soprattutto, economicamente meno dotate;

5.      la promiscuità di classificazione delle risorse umane “subordinate e parasubordinate”, impiegate con contratti di lavoro a tempo pieno e variabile,  richiede un maggiore “approfondimento” per il futuro, come pure l’individuazione dei collaboratori “autonomi”;

6.      la necessità di riorganizzazione e razionalizzazione delle strutture dei CSV, come pure dei Comitati; in questo periodo di crisi, caratterizzato da una forte carenza di risorse economiche, un deciso intervento in questo comparto potrà essere elemento qualificante;

7.      la necessità di individuare con particolare attenzione la diversa tipologia delle risorse utilizzate dai CSV, con criteri di rilevazione ancora più puntuali (in corso di attuazione da parte dei COGE);

8.      la necessità, ormai non più rinviabile, di disporre di bilanci redatti con criteri uniformi da parte di tutti i CSV, cui la Consulta sta provvedendo attraverso la elaborazione di “Bilanci di sintesi”, una sorta di riclassificazione (in uso nel profit e, più recentemente anche nel non profit e nella pubblica amministrazione); come pure la necessità,  di elaborare da parte di ogni CSV il proprio bilancio sociale con criteri uniformi e con il coinvolgimento ex ante, in sede di elaborazione, dei principali stakeholder, primo fra tutti il Coge che potrebbe mettere a disposizione proprio i Bilanci di sintesi per una obiettiva, chiara ed immediata lettura dei dati annuali, superando in tal modo la latente autoreferenzialità di elaborazione;

9.      la necessità di effettuare assegnazioni ai CSV anche in funzione della loro effettiva capacità di spesa, evitando di attribuire risorse superiori al loro fabbisogno annuale; a questa importante chiarificazione si potrà pervenire attraverso la lettura del Bilancio di sintesi (spesso definito anche Mod. B1) in corso di redazione per ogni CSV; anche questo importante punto è stato trattato con più che apprezzabile chiarezza da Frisanco che giustamente suggerisce, magari ove necessario, erogazioni a tranche per meglio monitorare i flussi di spesa;

10.  la necessità di coinvolgere un maggior numero di ODV nella gestione dei CSV, magari individuando il numero medio dei volontari che collaborano all’attività;

11.  il limitato utilizzo dello strumento assembleare; in un caso addirittura inferiore alle due unità annue sebbene le linee guida congiunte del 2007 prevedano l’approvazione in assemblea sia del programma preventivo (generalmente in autunno) che di quello consuntivo dei CSV (in primavera); ma questo potrebbe essere un mero errore di rilevazione;

12.  la necessità di un più approfondito ed oggettivo riscontro sulla “rilevazione dei bisogni manifestati dal volontariato” e sulla “rilevazione dei servizi resi al volontariato”; i dati evidenziati nel compendio, squisitamente soggettivi in quanto forniti direttamente dai CSV, vogliono rappresentare una prima indicazione, una provocazione a meglio approfondire questo rapporto;

13.  la necessità da parte dei Coge di adoperarsi attivamente in futuro per mantenere il processo di uniformità della rilevazione avviato;

14.  la necessità da parte dei Coge di individuare degli standard relativamente alle proprie “Spese di funzionamento”, magari in relazione alla loro dimensione (grande, media, piccola);

15.  la necessità di superare lo scarto di assegnazione dei fondi ai diversi CSV nazionali; qui rivolgo un accorato appello alle FOB rilevando che sebbene il divario si sia notevolmente mitigato a seguito dell’accordo del 2005 tra Fondazioni e Volontariato (attraverso la c.d. Perequazione per servizi),  in questi ultimi tempi registriamo una unica e fortissima anomalia in Calabria (l’accantonamento delle FOB sui bilanci 2008 è stato di soli € 125.000 per tutta la regione); peraltro, se non ci sarà una proroga  dell’accordo o un diverso meccanismo per il rilancio dello strumento perequativo, le regioni del meridione, come qualche altra regione del nord, rischiano di dover registrare fortissime contrazioni nell’operatività; la Calabria, rischia addirittura il blocco dell’attività. Non mi dilungo oltre sulla penalizzazione che registra il sud, avendo Frisanco già evidenziato con chiarezza tali dati. Si impone, quindi, un approfondimento del problema individuando uno o più meccanismi di recupero dei fondi, mi auguro a partire dall’accantonamento sulla chiusura dei bilanci 2009.

 

 

PER CONCLUDERE

Sento di dovere un forte ringraziamento alla Consulta ed al Presidente Carlo Vimercati per la fiducia accordatami ed un altrettanto forte ringraziamento a tutti quelli che, con molto entusiasmo, a cominciare da Roberto Giusti, hanno contribuito a questo imponente lavoro (in poco più di sei mesi!), con i quali abbiamo condiviso momenti di impegno e di difficoltà, ma anche di soddisfazione per i risultati raggiunti: mi riferisco a tutti i Comitati di gestione ed ai loro consulenti, ai consulenti della Consulta: Campana, Cassaro, Sforza e Frisanco con i quali abbiamo lavorato fianco a fianco in questi ultimi mesi. Un sentito ringraziamento alle Fondazioni, in particolare al dott. Miglio, per l’interesse manifestato su questo lavoro non appena ne è venuto a conoscenza.

 

Ma credo che giovi ricordare anche in questa fase che ci sentiamo di definire “di autoconsapevole svolta e rinnovamento qualitativo” il pensiero di un grande alfiere del Volontariato, uno dei padri della 266, Luciano Tavazza, il quale, quando si diede inizio alla sfida della 266, usava spesso ripetere:

 

  • la realtà attuale, attraverso l’applicazione della legge 266, fornisce agli organismi del volontariato mezzi finanziari per autopromuoversi e gestirsi, facendo leva sulla propria capacità di organizzazione e di idee;
  • è questo un fatto importante, un test di capacità, che potrebbe risultare negativo per effetto di scarsa conoscenza, di informazione incompleta o inesatta, di inerzia, di arretratezza, di non collaborazione, di diffidenza, di ricorso al compromesso
  • negatività, quelle suddette, che potrebbero essere imputabili a tutti gli attori del sistema dei Fondi Speciali per il Volontariato che, pertanto, vanno combattute con tutte le nostre forze;
  • a noi spetta il compito di non essere negativi, di cercare di costruire e, se pure riteniamo che costruire sia difficile, abbiano il dovere di provarci prima di emettere un giudizio negativo; solo così potremo ottenere consensi equanimi e non di parte.

 

Sono queste parole che ancora oggi possono esserci di aiuto e di sprone.

 

 

Lorenzo Maria Di Napoli